Non c’è nulla da negoziare, cari italiani

Come scrivevo ieri, il governo che M5S e Lega stanno tentando di costruire dovrà fatalmente misurarsi, prima o poi, con la lista di promesse elettorali copiosamente generate dai due partiti. La controparte contrattuale sarà la solita stronza di realtà, intenta a fumarsi una sigaretta mentre si appoggia mollemente ad una staccionata. La giornata di ieri è stata, in questo senso, illuminante.

Lo scoop dell’Huffington Post, che ha pubblicato una bozza del contratto, ha messo in luce tutte le frustrazioni dei due aspiranti contraenti nel tentare di creare una sommatoria di aspirazioni “azionabili”, cioè traducibili in azione di governo. Quelle rivolte alla Ue sono le più rilevanti perché mettono in luce proprio quello di cui scrivevo ieri: per realizzare quanto promesso serve la cooperazione di numerosi attori esterni; ove questa cooperazione mancasse, l’unica via sarebbe una rottura unilaterale da parte degli italiani, con tutto quello che ciò implicherebbe in termini di costi.

Nel contratto sono stati inseriti due punti cari alle parti in campagna elettorale. Per il M5S, ma in parte anche per la Lega, la possibilità di codificare

“specifiche procedure tecniche di natura economica e giuridica” che consentano a singoli Stati di uscire dall’euro e “recuperare la propria sovranità monetaria”, o di “restarne fuori attraverso una clausola di opt-out (rinuncia, ndr) permanente” per avviare un “percorso condiviso di uscita concordata” in caso di “chiara volontà popolare”

Qui si nota il referendum consultivo caro a Grillo. Ricordiamo che, ad oggi, nei trattati europei è disciplinata l’uscita dalla Ue, mediante il famoso articolo 50 attivato dai britannici, ma non quella dalla moneta unica. Ricordiamo anche che, in astratto, è possibile uscire dalla Ue mantenendo l’euro (eurizzazione). Che possiamo dire, su questo punto contrattuale? Che sfortunatamente, anche se mai si decidesse, tramite trattato o accordo intergovernativo, di codificare delle procedure di uscita, i mercati scatenerebbero un devastante attacco speculativo istantaneo agli anelli deboli della catena dell’euro, e addio “coordinamento” ed “assistenza”.

Attenzione, però: non è che qui ci sia un terribile vulnus alla democrazia inflitto dai mercati. Tutt’altro. Uscire dall’euro è e resta possibile anche senza un coordinamento europeo. Basta procedere unilateralmente, e vedere che accade. Un governo Salvimaio dovrebbe solo riunirsi, se non a Chigi magari da qualche commercialista o nel ristorante di qualche albergo, e decidere l’uscita unilaterale. Quindi quel punto contrattuale, e la relativa richiesta alla Ue di “assisteteci, oppure ci facciamo esplodere in una camera di cemento armato”, ha poco senso. Andate soli, italiani. Date prova di patrio orgoglio, per una volta.

L’altro punto eclatante è quello relativo alla richiesta che la Bce proceda alla cancellazione dei circa 250 miliardi che avrà “in pancia” (sic) al termine del QE. Qui serve un filo di analisi. Intanto, non è la Bce ad avere “in pancia” quei titoli bensì la Banca d’Italia, per la quasi totalità. Ohibò. Ipotizziamo allora che quanto scritto non sia uno sfoggio di crassa ignoranza (e figuriamoci, con tutti i professori di cui dispone in materia la Lega), ma il punto di arrivo di un processo negoziale in sede Ue, dove quindi sarebbe il SEBC, Sistema Europeo di Banche Centrali, che è l’articolazione operativa della Bce, a provvedere alla cancellazione del debito da essa acquistato, per tutti i paesi, ed a chiudere il buco così creato nell’attivo patrimoniale delle banche centrali dell’Eurozona, facendo esplodere la base monetaria. “Ma, ehi, che problema ci sarebbe? In fondo non c’è inflazione, in questo momento”, come direbbero alcuni.

Per fare questo servirebbe emendare il Trattato di Lisbona, e cancellare la proibizione di finanziamento monetario del debito pubblico contenuta nell’articolo 123. Siamo certi che una simile modifica del trattato potrebbe essere agevolmente ottenuta dal governo Salvimaio. Anche qui, nel malaugurato caso contrario, non perdiamoci d’animo: possiamo ordinare alla Banca d’Italia di fare la sua parte, cancellando unilateralmente quei nostri 250 miliardi. Solo che, così facendo, nell’attivo della nostra banca centrale si creerebbe un buco da 250 miliardi di euro. Se Bankitalia stampasse una moneta propria, il problema non si porrebbe.

Sfortunatamente, la Banca d’Italia non è in grado di stampare euro su base autonoma, quindi si porrebbe il problema di come finanziare questa cancellazione di debito. Ma anche qui, basterebbe dichiarare l’uscita unilaterale dalla moneta unica, durante quel famoso incontro al ristorante delle due delegazioni dei contraenti, ed il problema sarebbe risolto, col ripudio. Ribadisco l’invito: cari italiani, non mettetevi in condizione di dipendere dalla kindness of strangers, dimostrate di essere pugnaci ed orgogliosi, e procedete da soli!

Una parola su altro punto contrattuale, di tipo non economico ma istituzionale: il “Comitato di conciliazione”, parallelo al consiglio dei ministri e che finirebbe a svuotarlo. Nella chiosa dell’Huffington, in caso di divergenze tra le parti, ma non solo,

“Nel caso le diversità persistano verrà convocato un Comitato di Conciliazione”, recita il documento. I contraenti si confronteranno in questo Comitato per “giungere a un dialogo in caso di conflitti, al fine di risolvere i problemi”. Ma la sua funzione scatta anche quando si tratta di elaborare una posizione comune nel caso si presentino “tematiche estranee al presente contratto ovvero questioni di carattere d’urgenza e/o imprevedibili al momento della sottoscrizione di questo contratto”. Il Comitato dunque non serve solo a sedare i conflitti interni ma a prendere nuove decisioni in materia rilevanti, quali ad esempio: “Crisi internazionali, calamità naturali, problemi di ordine e di salute pubblici”. Il Comitato infine si riunisce anche in caso sia richiesto da uno dei contraenti per esaminare questioni ritenute fondamentali “. L’organismo è composto da: il Presidente del Consiglio dei Ministri, il capo politico di M5S e il segretario federale della Lega. I capigruppo di Camera e senato delle due forze politiche e il ministro competente per materia. Alle riunioni partecipa anche come uditore il membro del governo responsabile dell’attuazione del programma nonché eventuali soggetti individuati dal Comitato.”

Notare l’ultimo punto, con “eventuali soggetti individuati dal Comitato”, che presumibilmente ci darebbe la presenza di Rocco Casalino o di qualche altro fiduciario della Casaleggio Associati. A parte queste piacevolezze, diremmo che qui servirebbe preliminarmente modificare la nostra costituzione, per avere una struttura del genere. Avremo prese di posizione di sinistri professoroni abituati ad usare a vanvera il termine eversivo? Ah, saperlo.

Da ultimo, qualche riflessione spicciola: il documento rivelato dall’Huffington Post porta la data del 14 maggio e l’ora delle 9:30. Cioè di un momento in cui i nostri contraenti avevano già dichiarato (la sera precedente) di essere pronti a riferire al capo dello Stato sullo stato di avanzamento lavori. Forse che quel documento è stato inviato agli uffici del Quirinale, producendo reazioni irriferibili e la successiva richiesta di “più tempo”, con la palese irritazione di Matteo Salvini? Ah, saperlo.

Comunque, tranquilli: i contraenti hanno detto che la parte sull’euro non è più in bozze. I mercati oggi hanno aperto con perplessità ma senza fare sfracelli. Segno che i nostri contraenti non sono ancora considerati credibili dagli investitori. Non disperate: la pratica rende perfetti. Naturalmente, potreste affermare che non vi interessano i mercati ma il Popolo, ed avreste ragione. Sfortunatamente, se i mercati avessero da obiettare su questo vostro assai condivisibile principio, ampie parti del Popolo avrebbero seri problemi al momento di pagare il mutuo, le bollette e -soprattutto- ritirare la busta paga.

Però, ribadiamolo ad nauseam: possiamo procedere all’implementazione del programma, di qualsiasi programma, senza dipendere da altri paesi. Basta volerlo e non deflettere. Serrate denti e natiche, e l’orrida signora Tina avrà la peggio. E non chiedete di negoziare: siate sovrani, perdio. Che poi è quello che ho cercato di scrivere ieri, quando vi ho suggerito di premunirvi contro complotti delle plutocrazie globaliste comprandovi dei Bund tedeschi.

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