Il settimanale – 23/11/2019

  • Iniziate le sceneggiate attorno al destino di Ilva, tra cappi insaponati e grida di tentata destabilizzazione del governo. Sarebbe preferibile capire come dare un futuro all’azienda, sapendo che usarla come ammortizzatore sociale servirà solo a schiantare i contribuenti italiani;
  • A che santo votarci per porre fine alla tortura Alitalia, prima di adire la CEDU per distruzione di risorse collettive e tortura a mezzo di strumenti fiscali? Proviamo col dottor Greco, che tanta fiducia ci ispira, da sempre;
  • Già pronto il prossimo spin propagandistico Alitalia: “il fatturato è positivo!
  • Come completare “l’incompiuta europea” con un “prestatore di ultima istanza” che non metta in fuga i capitali con i rendimenti negativi (sic) e non si attacchi al lavoro del vostro dentista? Paolo Savona ha -ovviamente- la soluzione;
  • I persistenti rendimenti negativi corrodono anche il secondo pilastro previdenziale e rischiano di colpire la crescita attraverso un aumento del tasso di risparmio;
  • I neo pensionati della PA come tutor volontari delle nuove leve di pubblici dipendenti: ennesimo sghembo tentativo di staffetta generazionale con lo sguardo professionale volto al passato;
  • L’ultima trincea? Evitare che l’Italia divenga una gigantesca Pomigliano;
  • Questo lo dice lei;
  • Giggino perde, Giggino vince;
  • Tra Flaiano e Sciascia, l’Italia è questa;
  • Vi ricordate le trattenute Gescal? Ecco, quelle;
  • E queste Lamborghini che non restituiscono all’Italia quanto ricevuto;

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