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Conte e la favela verticale di Milano

Oggi, proseguendo nella ormai consolidata tradizione, alla Buca delle Lettere della Sera giunge un’epistola programmatica del presidente, ormai effettivo e non più solo in pectore, dell’entità convenzionalmente nota come M5S. Dobbiamo fare di più per Milano e il Nord, dice l’ex premier. Illustrando alcune misure di marketing politico per creduli gonzi fattivi visionari, tra cui l’immancabile “legge speciale”, la cui proliferazione in giro per la Penisola finirà per rendere ordinario ciò che è straordinario.

Ricordiamo che Conte aderisce al cartello elettorale per Napoli, quello dove il Frente Amplio progressista cercherà di far eleggere sindaco Gaetano Manfredi, dopo averne vinto ritrosie e resistenze a candidarsi, grazie all’idea di creare una “legge speciale” per il capoluogo partenopeo, finalizzata a scaricare, more romano, sui contribuenti del resto d’Italia il debito cittadino.

Un’ordinaria legge speciale

Anche sui cittadini contribuenti milanesi, ovviamente. Ecco quindi che si pone e impone la necessità di sgravare questi ultimi, con una nuova legge speciale, che sposti il carico fiscale in capo al resto d’Italia. Speriamo che Manfredi non se ne accorga: sarebbe capace di dimettersi prima di essere eletto.

Siamo stati sin qui percepiti come troppo attenti al Mezzogiorno, scrive Conte. Ma ora si cambia, signora mia. Ascolteremo imprenditori, commercianti, artigiani, spingeremo la rivoluzione digitale e faremo di Milano un modello di economia eco-sociale. Gireremo per città e borghi, e qui immediata sorge l’immagine dell’auto con altoparlante che stentoreo avvisa “è arrivato l’arrotino!”

Grazie alle Olimpiadi di Milano-Cortina, che sono un fiore all’occhiello del mio primo governo, dice Conte, porteremo “Milano e l’Italia al centro del mondo”. Ma la parte più sostanziale e sostanziosa di questo temino ferragostano Conte la dedica alle periferie:

Sarà importante inoltre pianificare la realizzazione di vertical farm nelle periferie per produrre cibo in maniera sostenibile nel prosieguo dell’eredità che Expo 2015 ha lasciato alla città, con l’ambizioso obiettivo di rendere Milano autosufficiente, a livello alimentare, per il 2050, dando priorità a quei duecentomila bambini che vivono in povertà nella metropoli, assicurando continuità alle politiche che abbiamo già messo in campo per contrastare la povertà educativa infantile.

La prolifica favela milanese

Quindi, vediamo: abbiamo scoperto che a Milano, città di 1,3 milioni di abitanti, ci sono 200 mila bambini che vivono in povertà. Oppure parliamo della città metropolitana, quella che nel 2019 assommava a 3,25 milioni di abitanti? Ma da dove esce, questa gigantesca favela, che si riproduce sottotraccia come una colonia di lieviti e che sinora ci è stata tenuta nascosta mentre passeggiavamo per le scintillanti vie del Quadrilatero?

Ma non temete: dopo il Bosco Verticale in centro, ora le periferie avranno il loro vertical farming, detto anche skyfarming, che ci permetterà di rendere Gratosoglio il granaio del mondo! Soprattutto, punteremo all’autosufficienza alimentare per aree urbane e metropolitane, gli orti della Martesana saranno riconvertiti a colture idroponiche.

Non solo: realizzeremo anche sistemi di fortificazione, col Superbonus, per difenderci dalle città vicine che dovessero scoprirsi non autosufficienti a livello alimentare e manifestare intenti aggressivi, sotto i morsi della fame. Un gigantesco circolo virtuoso sta per innescarsi, prima dell’ora della terapia. Blade Runner, m’hai provocato? E mo’ te sussidio e me te magno!

Il tutto mediante una legge speciale per Milano, da dividere con quelle per Roma Capitale e Napoli, assieme -immagino- a interventi per finanziare solidalmente la sacra autonomia degli statuti speciali, appena ci sarà un’elezione a darcene occasione. Non può essere un caso se tutta questa verticalizzazione provenga da uno statista che ha dato prova di grande risolutezza e indipendenza, un vero hombre vertical, pure lui.

Fate anche voi collezione di questa ed altre letterine alla Buca delle Lettere della Sera: serviranno agli antropologi del futuro per tentare di identificare il misterioso organismo che si era divorato il cervello degli elettori italiani.

Aggiornamento: era un errore di battitura. O forse no. Le prossime battute verranno certamente meglio.

(Nella foto: il rendering del Progetto Bovisa 2025)

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