Per l’attualità della settimana, il violento impatto dell’epidemia sui mercati finanziari, che avrà effetti sull’economia reale (e viceversa); lo sciocco mantra politico della “terapia shock per l’Italia”, che da lustri scandisce invece gli shock che il paese subisce; i preparativi per la Brexit, con l’esercito di agenti doganali che le imprese britanniche dovranno assumere; lo spezzatino Alitalia, piatto avariato cucinato con anni di ritardo e conto “stellato” a carico dei contribuenti.

Per l’attualità della settimana, la prossima nazionalizzazione di Ilva, che infinite perdite addurrà agli italici, senza risolvere alcunché; il caso del Giappone, che aumenta l’Iva con lo zuccherino del cashback e fa crollare il Pil; il boom di cassa integrazione italiana, che ormai sostiene le statistiche di occupazione e il “negoziato” sul salario minimo orario, che a 9 euro potrebbe spingere nel sommerso molte imprese, anziché alzare la produttività, come invece qualcuno vaneggia; i miracolosi dati Anpal sui percettori del reddito di cittadinanza che hanno trovato lavoro.

Per l’attualità della settimana, l’eclatante contraddizione tra il boom del trasporto aereo passeggeri e le disastrate condizioni dei vettori italiani; le previsioni d’inverno della Commissione Ue, con la crescita dell’Italia che resta ultima con distacco ma con la soddisfazione dei politici di maggioranza per il reddito di cittadinanza che “puntella” consumi e Pil assai meno di quanto costi ai contribuenti.

Per l’attualità della settimana, il balzo della cassa integrazione nel 2019, che si chiude con un’impennata della ordinaria, segno di affaticamento crescente della congiuntura. Forse anche questo spiega il fantomatico “boom” di occupazione. Le stime di Bankitalia su Quota 100 che non causa aumenti bensì riduzione di occupazione; il gran baccanale della fiscalità generale, a cui attingere per pensioni che saranno sempre più misere e miserabili, sino al collasso del paese.

Per l’attualità della settimana, la riforma costituzionale russa annunciata da Vladimir Putin, che lo porrà al vertice dello stato ancora per lungo tempo e gli consentirà di controllare i suoi aspiranti eredi; l’accordo sino-americano sul commercio, primo piccolo passo di un lungo ed accidentato percorso: le teorie sovraniste-cospirazionistiche sulla caduta di Bettino Craxi per mano di non troppo oscuri poteri stranieri e la realtà, fatta di persistente incapacità italiana di adeguarsi al contesto esterno.

Per l’attualità della settimana, aggiornamenti sui dissesti infiniti di Alitalia ed Ilva: la prima perde due milioni al giorno e non al mese, come invece dichiarato dal ministro Patuanelli in audizione alla Camera; la seconda va verso la creazione di un centauro pubblico-privato che scaverà un cratere di miliardi nelle tasche dei contribuenti italiani. L’ultima sceneggiata italiana, il dissesto della Banca Popolare di Bari, che tra le altre cose mette sul banco degli imputati l’antica prassi di Bankitalia di aggregare banche deboli.