Per l’attualità della settimana, il balzo della cassa integrazione nel 2019, che si chiude con un’impennata della ordinaria, segno di affaticamento crescente della congiuntura. Forse anche questo spiega il fantomatico “boom” di occupazione. Le stime di Bankitalia su Quota 100 che non causa aumenti bensì riduzione di occupazione; il gran baccanale della fiscalità generale, a cui attingere per pensioni che saranno sempre più misere e miserabili, sino al collasso del paese.

Per l’attualità della settimana, la riforma costituzionale russa annunciata da Vladimir Putin, che lo porrà al vertice dello stato ancora per lungo tempo e gli consentirà di controllare i suoi aspiranti eredi; l’accordo sino-americano sul commercio, primo piccolo passo di un lungo ed accidentato percorso: le teorie sovraniste-cospirazionistiche sulla caduta di Bettino Craxi per mano di non troppo oscuri poteri stranieri e la realtà, fatta di persistente incapacità italiana di adeguarsi al contesto esterno.

Per l’attualità della settimana, aggiornamenti sui dissesti infiniti di Alitalia ed Ilva: la prima perde due milioni al giorno e non al mese, come invece dichiarato dal ministro Patuanelli in audizione alla Camera; la seconda va verso la creazione di un centauro pubblico-privato che scaverà un cratere di miliardi nelle tasche dei contribuenti italiani. L’ultima sceneggiata italiana, il dissesto della Banca Popolare di Bari, che tra le altre cose mette sul banco degli imputati l’antica prassi di Bankitalia di aggregare banche deboli.

Per l’attualità della settimana, il debutto di Christine Lagarde in conferenza stampa al timone della Bce, con uno stile comunicativo piuttosto inusuale per un banchiere centrale. Gli esiti del Consiglio europeo sulla carbon neutrality al 2050 e gli imponenti investimenti che ciò implicherà, incluse frizioni con singoli stati. Il piano sovietico del governo italiano per Taranto. Il trionfo elettorale di Boris Johnson e gli undici mesi per negoziare un trattato commerciale con la Ue.

Per l’attualità della settimana: i nuovi dazi di Trump su acciaio e alluminio argentini e brasiliani, motivati con il deprezzamento del cambio di quei paesi. In pratica, cambi fissi a mezzo di dazi, a prescindere dai fondamentali economici. Il demenziale sovranismo alimentare italiano. La trasformazione dell’industria globale dell’auto, che inizia con forti riduzioni di manodopera. In Italia, il magico mondo delle garanzie pubbliche anche per lavarsi i denti e l’invidia per i salvataggi bancari pubblici altrui.

Per l’attualità della settimana, un veloce ripasso su cosa è realmente il tasso di disoccupazione e perché serve evitare di festeggiare pavlovianamente se scende, e l’attesa infinita di una soluzione ai casi Alitalia ed Ilva che non sia solo distruzione di denaro dei contribuenti in nome della “rinascita dell’Iri”, che in realtà sarebbe rinascita della Gepi, se solo i nostri attuali politici avessero studiato meglio la storia patria.