Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Attenzione, cospirazione

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Iniziamo con una doverosa difesa, non d’ufficio: quella del lavoro dei giornalisti dell’Ansa. Che sono pochi e massacrati dalla crisi aziendale e dai contratti di solidarietà. Ed accade quindi che la qualità del loro lavoro ne risenta, a volte pesantemente. Ad esempio, non hanno più un giornalista fisso a Francoforte; capita poi che la persona che segue la Bce stesse facendo altro, perché la solidarietà è coperta assai corta assente perché (appunto) in solidarietà. E che accade, quindi? Accade che chi copre l’ultimo discorso di Mario Draghi traduca alla lettera, cioè malissimo, una sua espressione.

E ne esce una cosa di questo tipo. Ora, parlare di “cospirazione” in un paese come l’Italia, da sempre malato terminale di cospirazionismo, è come gettare benzina sul fuoco. Se poi a farlo è la più importante agenzia di stampa del Paese, i cui lanci vengono ripresi da tutti, ecco che le conseguenze sono devastanti. Oddio, c’è una cospirazione mondiale per tenere bassa l’inflazione? Chi sarà mai stato? Prendetelo, è il mio vicino, che ha sempre avuto modi “strani”! Eh, io lo sapevo che c’era qualcosa sotto questa deflazione!

Ovviamente, ma non per tutti, Draghi parlava in senso del tutto figurato:

«There are forces in the global economy today that are conspiring to hold inflation down. Those forces might cause inflation to return more slowly to our objective. But there is no reason why they should lead to a permanently lower inflation rate»

Eppure, lo sfortunato giornalista dell’Ansa che ha tradotto alla lettera il pensiero di Draghi ha messo in moto una irresistibile catena di idiozie, come solo gli italiani riescono a produrre quando devono trovare un nemico esterno. Ricordate “il grande Vecchio” delle Brigate Rosse? Ecco, quello è figlio dello stesso archetipo di questo disgraziato paese.

Ma ribadiamo: la colpa non è del giornalista dell’Ansa né di chi gli ha passato (o più propriamente non passato) il pezzo. Il problema è il mainstream culturale di questo paese. Quindi, solidarietà all’Ansa ed ai suoi giornalisti. Speriamo che l’azienda si accorga che esiste un limite ai tagli, oltre il quale un’organizzazione muore. Tutto ciò premesso, siamo a consegnare il premio X-Files di giornata, a colui che ha preso alla lettera la notizia, non prendendosi la briga di verificarla, trovarne la fonte originale e riscontrarla. Ma soprattutto, come è possibile credere all’esistenza di un “complotto” esercitato da forze di mercato? Ma come fate, come?

Vabbè, eccovi in tutto il suo splendore il vincitore:

L’ossessione, gran brutta malattia.

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(ANSA) – ROMA, 4 FEB – Mario Draghi è un banchiere centrale che conosce bene il peso delle parole. Possibile che l’artefice del ‘whatever it takes’, la studiatissima frase che nel 2012 salvò i destini dell’Eurozona, abbia commesso oggi una leggerezza evocando una cospirazione globale che produce deflazione?
È quello che si sono chiesti in molti quando, stamani, Draghi ha pronunciato la sua ‘Lecture’ a una conferenza ospitata dalla Bundesbank. Concludendo in inglese con una frase che ha creato un piccolo giallo: “There are forces in the global economy today that are conspiring to hold inflation down”. In italiano, può significare che ci sono forze globali che “cospirano” per tenere bassa l’inflazione, o che “concorrono” (negativamente) in tal senso. In inglese il significato è ambiguo e, lo riconosce la stessa Bce, è una frase che ha una certa enfasi. Ma che, specie se contestualizzata nel discorso complessivo di Draghi, è intesa in senso figurato. E dunque nessun complotto o cospirazione, ma un cenno ai vari fattori economici in gioco su scala globale (dall’e-commerce al barile tenuto a 30 dollari) che “concorrono” – un portavoce della Bce lo chiarisce – a creare ‘disinflazione’.
Detta da Draghi, civil servant e banchiere navigato passato anche per Goldman Sachs, da alcuni ritenuta la ‘mente’ dietro complotti finanziari globali, fa un po’ effetto. Di questi tempi il pensiero va alla corsa al ribasso del petrolio, una delle armi con cui si stanno sfidando i due blocchi sunnita (stretto attorno all’Arabia Saudita) e sciita (Iran) in Medio Oriente.
Al netto del chiarimento ufficiale dalla Bce, resta che Draghi, proprio in casa Bundesbank, ha capovolto le argomentazioni tedesche contro ulteriori interventi di Francoforte: anche se la disinflazione arriva dall’esterno, le banche centrali hanno il dovere di agire. L’opposizione nel consiglio Bce, dal presidente della ‘BuBa’ Jens Weidmann ad altri ritenuti ‘falchi’ come Yves Mersch, sembra arretrare ora che quelle forze globali hanno convinto anche la Banca del Giappone a mandare i tassi sotto zero e potrebbero spingere la Fed e la Banca d’Inghilterra a fare marcia indietro. Dopo le misure lanciate a dicembre, frutto di un compromesso con il voto contrario proprio dei tedeschi che aveva deluso i mercati, per il consiglio Bce di marzo sembra esserci consenso per un rafforzamento più deciso del Qe. (ANSA).

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