Il programma, professor Prodi, il programma…

Da l’Unità online:

L’Unione si è presentata a Carlo Azeglio Ciampi con un documento molto duro contro la maggioranza e la richiesta di elezioni anticipate: «È impensabile che i problemi del paese vengano risolti da un governo uguale o simile a quello precedente o da un qualsiasi governo non fondato sulla volontà popolare». Queste le parole scandite dal leader dell’Unione Romano Prodi al termine del colloquio con il Capo dello Stato. Prodi, che ha guidato la delegazione della Federazione dell’Ulivo di cui facevano parte tra gli altri tutti i segretari dei quattro partiti ulivisti ed alcuni dei capigruppo parlamentari, ha sottolineato che «se il centrodestra non è in grado di dare vita ad un esecutivo capace di superare la crisi del paese, tutta l’Unione chiede, per il bene dell’Italia, che subito la parola torni agli elettori». L’ex Commissario europeo ha anche aggiunto che è «impossibile che i problemi del paese siano risolti da un governo uguale o simile al precedente o comunque non fondato sulla volontà popolare». Per quello che riguarda l’ipotetico programma del nuovo governo l’Unione ha chiesto che non continui «lo stravolgimento della Costituzione e dell’ordinamento giudiziario»; non introduca modifiche della legge elettorale e cambi radicalmente il contenuto della politica economica.

Quindi, Prodi ha pronto il programma del (per il momento ancora ipotetico) governo Berlusconi bis. Interessante il fatto che il leader pro-tempore dell’Unione sembri rigettare il concetto dei ribaltoni parlamentari, quando afferma che è impensabile pensare che i problemi del paese siano risolti da un qualsiasi governo non fondato sulla volontà popolare. Perlomeno, c’e’ da augurarsi che egli si riferisse a questo, e non alla “delegittimazione” dell’attuale maggioranza che si sarebbe compiuta in occasione delle ultime elezioni regionali. Perché nessuno (e noi men che meno) intende sminuire la valenza politica dell’ultima tornata elettorale, ma da qui ad affermare che una maggioranza di governo debba togliere il disturbo in caso di sconfitta in consultazioni parziali, e diverse da quelle generali, ce ne corre. Se impiegassimo questo concetto, Prodi e l’Unione dovrebbero anche chiedere le elezioni in Germania, che rappresenta (secondo i loro canoni) una democrazia negata, perché il governo rossoverde di Gerhard Schroeder ha perso ogni elezione regionale dal settembre 2002 ad oggi, senza aver finora manifestato la minima intenzione di andare alle elezioni generali “per il bene dei tedeschi”.
Ma, poiché non crediamo che Prodi sia così politicamente rozzo, né che i suoi compagni di strada pro-tempore siano così avidi di potere da cercare con ogni mezzo di giungere al governo approfittando dell’ormai incipiente liquefazione della ex maggioranza (il vero motivo per cui occorre andare ad elezioni anticipate), malgrado non dispongano ancora di un programma, torniamo a chiedere: professor Prodi, ci illustra il programma dell’Unione? Per ribadire il concetto, abbiamo deciso di cambiare il sottotitolo di Phastidio, come potete vedere nell’header, fino a quando avremo risposta dagli interessati. Più pragmatico di un digiuno, più propagandistico di un partigiano del centrosinistra, più maieutico di un neo-socratico…