Gruppo di famiglia in un interno

E’ durata poco più di un’ora, ieri, l’occupazione della sede bolognese del Cns (Consorzio nazionale servizi), aderente a Legacoop, da parte di alcuni collettivi legati a Disobbedienti e Tpo, che protestavano contro i Cpt. La manifestazione, a carattere dimostrativo, si è svolta in contemporanea anche nelle sedi di Roma e Venezia, ed è terminata quando i vertici del consorzio si sono “impegnati” a non partecipare più a gare d’appalto per gestire centri di permanenza per immigrati.

Il consorzio è finito nel mirino dei Disobbedienti dopo che, nell’aprile scorso, si è aggiudicato la gestione del Cpt di Lampedusa.
L’appalto è stato vinto da due cooperative siciliane (Sisifo di Palermo e Blucoop di Agrigento), una delle quali è associata al Cns. I “ragazzi dei collettivi” (come li definisce soavemente l’Agenzia Ansa) si sono presentati verso le 11.30 nella sede di via della Cooperazione (a Bologna non servono gps, evidentemente), alla periferia della città dove, riferisce sempre l’Ansa, “sono entrati senza difficoltà, ottenendo subito un incontro con il direttore del consorzio, Brenno Peterlini”.

Nel frattempo hanno tracciato scritte sull’asfalto e apposto striscioni, con vari slogan contro i Cpt e la Lega delle Cooperative: “Stop deportation business“, “Legacoop rossa di vergogna“. Sono intervenuti i carabinieri ma, a quanto si è appreso, non ci sono state denunce, essendosi trattato di una rimpatriata tra compagni. L’iniziativa – come spiegato in una nota dagli “organizzatori” – è stata decisa per lanciare un appello alle cooperative a non farsi ammaliare dai guadagni ottenibili con la gestione dei Cpt, e a “non lucrare su queste ingiustizie”, ripiegando (riteniamo) su farmaci e carburanti.

Il pensoso direttore cooperante, dopo avere ascoltato i motivi della protesta, ha spiegato che l’incolpevole ed inconsapevole consorzio ha partecipato alla gara su richiesta di una cooperativa associata. L’operatività della gestione, che ha la durata di due anni, comincerà solo nei prossimi giorni, dopo che il Consiglio di Stato ha respinto un ricorso presentato da un altro concorrente, la Confraternita della Misericordia.

“Questo non è il nostro business -ha aggiunto Peterlini – e personalmente ritengo che i Cpt siano strutture superate. Siamo disponibili alla massima trasparenza nella gestione del centro – ha concluso – e non parteciperemo ad altre gare d’appalto di questo tipo”.

Sempre secondo l’Agenzia Luce-Ansa, dopo questa assunzione di impegno, salutata con un applauso dai “ragazzi dei collettivi”, l’occupazione è terminata. E vissero tutti felici e contenti. L’olio di ricino rosso ha un sapore particolarmente gustoso, soprattutto in quel di Bologna.