Vogliamo una risposta

Su noiseFromAmerika, il “collettivo” in versione allargata risponde alla recensione di “Tremonti, istruzioni per il disuso“, fatta da Paolo Bricco sul Sole24Ore. Di questa replica, la cui lettura integrale caldeggiamo convintamente, vogliamo riportare il passaggio che giustifica (si parva licet) l’esistenza del sito che state leggendo ora:

«Il nostro obiettivo è diverso, ed è spiegato nel capitolo introduttivo, oltre che nel sito web che animiamo. E’ quello di smascherare l’impostura intellettuale da qualunque parte essa provenga. In questo momento ci è parso particolarmente urgente almeno provare a punzecchiare la bolla intellettuale e mediatica che è stata gonfiata attorno a Tremonti ed alle sue teorie neo-corporative, o peroniste che dir si voglia»

Ma c’è dell’altro.

Gli amici di nFA sottopongono all’attenzione del recensore del 24Ore, e dei lettori tutti, quello che rappresenta il simbolo del declino di questo paese: la pluriennale crescita zero del Pil pro-capite italiano. Noi ve lo abbiamo segnalato più volte, l’ultima delle quali qui. Oggi lo stesso tema viene rilanciato dal professor Alfonso Fuggetta, qui. Perché la crescita del Pil non fa la felicità, d’accordo, però la sua riduzione non aiuta a raggiungerla. Scrivono gli amerikani, e ve lo riportiamo integralmente perché questa è la domanda che noi cittadini dobbiamo rivolgere alla nostra classe politica, a tutta, ed ai media che spesso dimenticano il proprio ruolo, in una democrazia compiuta. Ciò che che evidentemente l’Italia non è, non è più o non è mai stata, a seconda dei punti di vista:

«Noi crediamo che i media italiani in generale, e Il Sole 24Ore in particolare, potrebbero svolgere un ruolo cruciale per una discussione approfondita dei problemi che nel libro possiamo solo accennare. Prendiamo l’esempio più importante. Cliccando qui si aprirà un grafico che presenta il tasso di crescita medio del PIL pro capite nei paesi OCSE nel periodo fra il 2001 e il 2007, e lo compara con la crescita media nel periodo 1970-2007. Sono dati OCSE, presi così come sono, senza modifiche o elaborazioni. Se aggiungessimo gli ultimi due anni il risultato non cambierebbe e se andassimo indietro un po’ di più nemmeno. Noi vorremmo discutere un tema molto semplice: “Perché l’Italia è l’ultima in classifica? Perché il suo reddito cresce così meno degli altri e così meno di quanto cresceva nel passato? Ci sembra una questione importante, epocale infatti. Noi crediamo che l’ignoranza delle nostre elites (ed all’interno di esse di quelle politiche in particolare) sia una delle cause principali di questo fallimento. Sarebbe davvero utile per il paese se Il Sole 24 Ore volesse discutere in modo aperto quel perché, e gli interventi che son possibili per passare dall’ultima posizione a un qualche posto un po’ più in alto. Saremmo, ci creda, ben felici di contribuire il poco che pensiamo di sapere, ed il molto che siamo certi d’ignorare, a tale dibattito»

Ecco, esimia classe politica e cari giornalisti, noi vogliamo risposte. In particolare vogliamo la risposta ad una domanda:

Perché il reddito italiano cresce così meno degli altri e così meno di quanto cresceva nel passato?

Vogliamo la risposta. Non ci basta più di leggere ed ascoltare i Capezzone, i Bonaiuti, i Gasparri, i Lupi spiegarci che siamo i migliori in un universo parallelo, così come non ci bastava ascoltarlo dai loro omologhi del centrosinistra, nella passata legislatura e nelle precedenti, da un quindicennio a questa parte. Ci sentiamo lievemente presi per i fondelli. Rispondete a questa domanda, per favore. Noi non smetteremo di farla, e cercheremo di non farci distrarre dai vostri effetti speciali.

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