Tra insipienza e disinformazione

Non c’è solo un problema di (in)capacità dei media a leggere le statistiche economiche; c’è anche e soprattutto un problema di qualità delle statistiche prodotte dalle agenzie pubbliche. Ad esempio dell’Inps, che non fornisce tempestivamente i dati disaggregati tra le ore di cassa integrazione autorizzate e quelle utilizzate. Queste ultime, peraltro continuano a far segnare nuovi massimi assoluti, mentre l’equivalente grandezza tedesca è oggi al 20 per cento del picco toccato durante la crisi.

Sappiamo da sempre che il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, ha una spiccata tendenza a fornire letture politiche preventive ai dati dell’Istituto che dirige, e a tirare la volata ai successivi e tempestivi comunicati del Ministero del Lavoro; a volte viene preso da tale sincero zelo che evita di comunicare ai precari e a quanti hanno storie contributive discontinue l’entità stimata della pensione, a differenza di quanto accade per i lavoratori a tempo indeterminato (informazione molto apprezzata, anche da chi scrive). Per Tito Boeri, al gruppo delle agenzie pubbliche statisticamente reticenti va aggiunta anche l’Agenzia delle Entrate, che non specifica il numero dei controlli, l’importo medio per controllo e le modalità di incasso, che andrebbero ripartite tra accertamento e conciliazione. Malgrado tutto, restiamo fiduciosi: la realtà è il più potente fendinebbia mai inventato.

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