La parola (quasi) definitiva sul caso WikiLeaks

E’ di Luca De Biase, almeno a nostro sommesso giudizio. Ora c’è da darsi tutti una bella calmata, inclusi quanti hanno deciso di indulgere in iperboli e sensazionalismi. Come qualche direttore di quotidiano italiano, anche se nel complesso ciò è veniale e indica solo la elevata propensione a prendersi troppo sul serio quanto a capacità analitiche e previsive. Ben più grave, invece, la reazione isterica del “responsabile” della nostra diplomazia, Franco Frattini. Ora c’è il problemino del mandato di cattura internazionale a carico di Julian Assange, per ora limitato ad un capo di accusa piuttosto impegnativo ma che potrebbe presto essere integrato, da parte americana, da un carico ben più pesante, anche se di problematica sostenibilità. E vedrete che, in quella circostanza, molti nostalgici di Woodward e Bernstein, soprattutto quelli riciclati a destra, saranno impegnatissimi ad insaponare la corda per Assange.

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