Vita in provincia – Noi siamo piccoli, ma cresceremo

Dichiarazia, portali via:

«Renzi ha concluso una tre giorni, Hollande, Merkel e Obama, che ha detto: stiamo cercando di creare una sorta di grandeur italiana, riposizionandoci a livello internazionale. Fare le riforme ci serve a riacquisire quella credibilità che ci darà quel margine di manovra a livello europeo necessario per ripartire. Per poter ottenere maggiore flessibilità, Renzi si sta posizionando come partner credibile». Lo ha detto Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle riforme costituzionali, intervenendo questa mattina ad Agorà, su Rai Tre (Ansa, 28 marzo)

Prego?

Ora, a parte i problemi di intelligibilità, forse da trascrizione, di queste frasi (“che ha detto”), a parte le strutture sintattiche drammaticamente convolute, a parte il desolante provincialismo di mutuare un termine della tradizione sciovinistica altrui che peraltro al momento suscita solo sorrisi ironici e/o imbarazzati, vista la declinante condizione economica francese; a parte tutto ciò, non è chiaro cosa Scalfarotto realmente intendesse, pur dando per acquisito che suggerisse che gli italiani sono geneticamente inaffidabili.

Forse il primigenio (ed ora archiviato) concetto renziano secondo il quale, se facciamo queste epocali e non meglio specificate “riforme”, potremo avere in premio l’oggetto del desiderio dello sforamento del deficit-Pil? Cioè, tutto questo lirismo neorinascimentale scalfarottiano per un parametro contabile di bilancio pubblico? E ce lo darebbe Obama, quel “margine di flessibilità”? Ah Flaiano, torna sulla terra e dì qualcosa, ti prego.

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