La realtà virtuale dello studioso Serra

Intervista del Quotidiano Nazionale a Davide Serra, l’ultrarenzista basato a Londra e che nella vita fa il money manager. Al netto di tutte le altre sue considerazioni, in particolare sulla regolamentazione del diritto di sciopero (che può anche starci e non ci scandalizza, anche se presto Serra dovrà andare a fare lezione persino ai tedeschi), vi segnaliamo la sua personalissima lettura dell’impianto della legge di Stabilità.

A Serra questa legge di bilancio piace moltissimo:

Ha studiato la legge di Stabilità presentata da questo governo?
«Per lavoro devo studiare tutte le leggi di Stabilità e ho trovato che questa sia la più bella legge di stabilità fatta in Italia da quando le studio. Contiene un principio molto chiaro: ridurre la spesa pubblica abbassando la pressione fiscale. Tagliando sprechi svantaggiamo i fannulloni e finanziamo chi fa bene e può creare crescita»

Davvero? Strano, però. A noi risultavano cose ben differenti. Ad esempio, che questa legge di Stabilità è fatta in deficit, per le note esigenze di stimolo alla domanda aggregata. Quanto al taglio della pressione fiscale, forse Serra si riferisce agli 80 euro, che sono il perno attorno a cui la manovra ruota. A dirla tutta, questi 80 euro sono la corda a cui stiamo impiccando i conti pubblici, visto che quest’anno produrremo un deficit di bilancio pari esattamente a quell’importo, anche se alcuni personaggi dotati di studi umanistici vi diranno che comunque gli 80 euro godono di coperture permanenti.

E non vorremmo essere pedanti segnalando a Serra (ed a quelli che la pensano come lui) che il bonus da 80 euro è e resta spesa pubblica, non taglio di imposte. Il motivo per cui i nostri eroi non lo hanno trasformato in taglio di tasse è che, se ciò avvenisse, la misura diverrebbe a palese rischio di incostituzionalità, per motivi che vi abbiamo spiegato mesi addietro e che sinora nessuno ha confutato coi fatti, semplicemente perché le cose stanno in questi termini. Caro Serra, i tagli di tasse sono altra cosa: provi a guardare sui suoi testi di riferimento, magari trova qualcosa. Avere una manovra espansiva centrata per metà su una misura che sta dimostrando “muta” negli effetti, non pare molto confortante. Quanto al taglio di spesa pubblica, a noi pare del tutto identico a quelli a cui hanno fatto ricorso, nel tempo, Tremonti, Monti, Letta, visto che di spending review degna di questo nome non pare esservi traccia.

A proposito di tagli di tasse, ma a Serra hanno spiegato che il taglio Irap del 2014 è stato cancellato per recuperare due miliardi al malandato saldo di fine anno e che i benefici tangibili sui conti delle imprese si avranno solo dal 2016? E nei suoi “studi”, Serra ha scoperto che la Legge di Stabilità è in realtà il tripudio della retroattività, cioè dell’arbitrio fiscale, dell’incertezza e della violazione della rule of law? Da come argomenta, non sembrerebbe. Lo faccia, quindi, altrimenti la prossima volte che volerà in Italia e subirà ritardi causa scioperi, troverà seduti al suo fianco degli investitori che gli diranno “Sai Davide, forse in un paese che ti imputa tasse retroattivamente non conviene insediarsi”. Lui resterà a bocca spalancata, per non aver studiato a sufficienza, ed accuserà quegli investitori di essere agenti della Cgil, sotto mentite spoglie.

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