Il settimanale – 13/2/2016

In Eurozona la crescita rallenta, come purtroppo previsto anche dall’andamento della manifattura. Si conferma che l’Italia è sempre la più veloce nelle frenate; Non ditelo a nessuno ma pare che il governo italiano abbia una inquietante tendenza ad essere prociclico; A dicembre l’andamento dei prestiti alle aziende è ripartito. All’indietro; L’editorialista collettivo italiano si riconosce perché vuol disporre patriotticamente delle tasse … Leggi

Conto alla rovescia

Il dato di Pil del quarto trimestre, a livello europeo, indica quello che tutti quelli che si dedicano all’osservazione della realtà e non a produrre spin da treccartari avevano intuito da tempo: la congiuntura globale sta peggiorando, e l’Italia resta l’anello debole della catena.

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Cose turche e flessibili

Oggi sul Corriere il resoconto di un colloquio con il viceministro all’Economia, Enrico Morando, che viene attribuito (con virgolettato) di una frase apparentemente incomprensibile. Sicuramente un fraintendimento o un’iperbole, o cose del genere: «Se nella Ue abbiamo deciso di riconoscere la clausola degli eventi eccezionali alla Turchia non vedo come non si possa riconoscere all’Italia che sta affrontando da anni le … Leggi

Mal comune, mezzo guaio

Il dato italiano di produzione industriale di dicembre va a fare compagnia a quello tedesco e francese e, fuori dall’Eurozona, a quello del Regno Unito (eh, la sovranità monetaria!) nella pesante frenata della manifattura globale con cui si è concluso il 2015. Per fortuna il Tesoro italiano riesce sempre a vedere il bicchiere traboccante, soprattutto guardando nel retrovisore.

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Schadenfreude italiana

Dopo lo spettacolare crollo dei mercati azionari, ed in particolare del settore bancario, il nostro cosiddetto dibattito pubblico si è rapidamente popolato di forme di vera e propria Schadenfreude per il fatto che persino l’ex onnipotente Deutsche Bank è in disgrazia, peraltro non da oggi. In parallelo, prosegue la martellante campagna di stampa domestica volta a dimostrare che siamo piccole vittime indifese della sorte ria. La narrativa continua ad essere a maglie larghissime, e la realtà vi si infila agevolmente. La logica, invece, vi è già transitata molto tempo addietro, e da allora non si è più vista.

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Il letale apriscatole di Zingales

Su l’Espresso di questa settimana, l’editoriale del professor Luigi Zingales si occupa di come risolvere il problema delle sofferenze bancarie ed al contempo di come restituire fiducia nelle banche, sanzionando i banchieri spregiudicati. Per stavolta non si richiede il rinvio delle norme europee sul bail-in ma la prescrizione resta piuttosto audace, oltre che in lieve conflitto con la realtà.

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Tutti editorialisti, con le tasse degli altri

Oggi sul Sole il professor Marco Fortis torna sul tema della presunta sovracollateralizzazione dei prestiti delle banche italiane, cioè della presenza di garanzie reali e personali che grandemente eccederebbero il valore del credito in sofferenza delle banche. Premesso che il pezzo è praticamente identico a quello commentato qui (ma Fortis viene compensato a editoriale o a forfait?), nel dibattito pubblico italiano in questo momento ci sono una leggenda metropolitana ed un enorme equivoco sull’Europa e le sue norme rispetto alle banche.

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