Non si placa la polemica sulla scuola leghista di Adro. Questa volta sono i docenti e il personale non docente a far sentire la propria voce, esprimendo “disagio”. Giova ricordare che questa è una scuola pubblica, il cui personale è quindi retribuito con fondi pubblici. Il fatto che l’edificio sia stato costruito con la gentile collaborazione di una impresa di costruzioni a cui il sindaco di Adro ha ceduto l’area delle vecchie scuole del paese, e che parte della cittadinanza si sia autotassata per comprare arredi ed altre amenità, non rileva.

Interessante ed assai condivisibile analisi dell’attuale quadro politico italiano, realizzata da Oscar Giannino. Dall’ennesima frase celebre di Bossi (“Fini e i suoi vogliono un po’ di soldi da sprecare al Sud”), emerge non solo e non tanto un tema che di fatto ci portiamo dietro dall’Unità d’Italia, quanto la vulnerabilità assoluta di questa coalizione di governo, non inedita né imputabile all’azione isolata del primo Fini che passa per strada. Malgrado quello che alcuni illustri editorialisti non riescono a farsi entrare in testa, questa coalizione di governo resta uguale a se stessa da sempre, a parte marginali variazioni grafiche e coreografiche.

Giunta al culmine della propria parabola elettorale, quello in cui ti sembra di avere davanti un’autostrada di consenso ed un tocco magico anche nel proclamare la data del giorno durante i comizi, la Lega comincia a scoprirsi sempre più simile ai partiti tradizionali. Passi l’attovagliamento gianicolare, dove la certificazione della ormai acquisità romanità (politica, s’intende) leghista è stata solo parzialmente compensata dal dito medio d’ordinanza di Umberto Bossi. Ma per il Carroccio ci sono altri inquietanti segnali di “normalità”.

L’eurodeputato leghista Mario Borghezio ha tenuto oggi una conferenza stampa all’Europarlamento di Strasburgo per chiedere che l’Unione europea declassifichi tutti i documenti relativi agli oggetti volanti non identificati. Borghezio e gli altri 23 eurodeputati firmatari dell’appello chiedono inoltre che la Ue istituisca un centro di ricerca “per l’analisi e la disseminazione dei dati scientifici [sugli alieni] raccolti fino ad oggi da vari organismi e governi europei”. Immediata la dissociazione dall’iniziativa di Borghezio dei britannici dell’UKIP, euroscettici alleati della Lega a Bruxelles.

Rispondendo a Giovanni Sartori ed ai suoi timori sui veri costi del federalismo (che sono e restano ignoti, come ha più volte confermato lo stesso Giulio Tremonti), il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, ribadisce le due coordinate della rivoluzione prossima ventura: il passaggio della spesa pubblica ad un sistema di costi standard e l’autonomia impositiva agli enti territoriali.