E’ Natale, ma TPS esce dall’uovo di Pasqua

Ieri il centro studi di Confindustria ha diffuso le proprie previsioni di crescita per l’economia italiana per i prossimi due anni, dalle quali si evince che la restrizione fiscale causata dai provvedimenti della Finanziaria determinerà nel 2007 una riduzione della crescita pari allo 0.3 per cento. La scoperta dell’acqua calda, nella sostanza. A noi risulta difficile definire espansiva una manovra che in un anno aumenta di circa un punto percentuale la pressione fiscale sul pil. Peraltro, la stima di Confindustria è coerente con quelle pubblicate nelle ultime settimane da case d’investimento, agenzie di rating e centri studi internazionali, oltre che con le considerazioni del governatore di Bankitalia durante la sua ultima audizione parlamentare, e con il leading indicator Ocse, che vede l’Italia in affanno rispetto al resto del G7 nel prossimo semestre.

Ovviamente, un modello econometrico non è la Bibbia, e solo l’ignoranza discernitiva di molti “osservatori”, politici e giornalistici, può fare assurgere una previsione allo status di evento certo. Eppure, il nostro ministro dell’Economia se l’è presa a male, accusando Confindustria di comportarsi “più da partito che da sindacato” (sic).

Questa bizzarra reazione, peraltro del tutto impolitica perchè nei fatti accusa Confindustria di “ingratitudine”, sembra tradire il nervosismo di TPS per una manovra fatta solo di inasprimenti fiscali e nessuna azione sulla spesa, che è stata dettata al governo dalla sinistra radicale oltre che dalla trimurti sindacale, l’unica evidentemente autorizzata a comportarsi “più da partito che da sindacato”. Resta sempre la giaculatoria di non essere riusciti a “comunicare correttamente” la filosofia della manovra, una lamentazione simile a quella di Berlusconi nella scorsa legislatura, ma Prodi e compagni possono avvalersi della fondamentale consulenza di Repubblica, che nel ruolo di ufficio-stampa di Palazzo Chigi ci spiega con dovizia di particolari come la Finanziaria aiuterà “i bisognosi”, oltre a magnificare il balzo del fatturato industriale nel mese di ottobre, esaltando l’incremento dell”indice tendenziale annuo degli ordinativi industriali (che sconta un effetto-confronto con lo stesso mese del 2005 particolarmente favorevole) e minimizzandone la variazione mensile, negativa per lo 0.2 per cento a fronte di attese per un aumento del 2.8 per cento. Per un nuovo, grande miracolo italiano, neppure troppo silenzioso, invero.

Proseguendo nella sua imbarazzante impoliticità, TPS riesce a promettere la possibilità di sgravi fiscali ma solo, “forse, dal 2009″. C’è poco da aggiungere, attendiamo la riforma delle pensioni, che se mai avverrà segnerà la certificazione che l’Italia è una repubblica fondata sulla deroga, e che gli italiani sono un popolo prevalentemente occupato in “attività usuranti” (non a caso, a Napoli il verbo lavorare si declina in faticare), e la messianica “fase due”, quella delle liberalizzazioni taxi-style

In tutto ciò, oltre a fare gli auguri di pronto ristabilimento al Cavaliere, torniamo a suggerirgli di elaborare una Finanziaria-ombra, e proposte organiche di riforme economiche. Perchè non di sola demagogia vive l’homo italicus.