Il settimanale – 19/5/2012

  • Settimana tesissima, in Eurozona. L’eventuale uscita della Grecia dall’euro avrebbe conseguenze cataclismiche, ma i nani italiani riescono comunque a ragliare il peggio di sé e farsi cogliere da una crisi di nervi per un non-evento;
  • …anche se non sempre le agenzie di rating sono state così impopolari;
  • Attendendo il “referendum” del 17 giugno, la Grecia continua la discesa agli inferi, tra bollette e ricette;
  • Quanto Atene può nuocere, non solo a noi, come potremmo difenderci. Ne abbiamo discusso con Oscar;
  • Mayday!
  • La Spagna e le sue banche sull’orlo del baratro, ma il delirio non si interrompe;
  • La liquidità viene meno, il credit crunch incapretta il paese. Ma alla base di tutto resta l’austerità, non dimenticatelo. E lo spread non ha alcuna valenza morale;
  • Nel frattempo, qualche “uomo nuovo” della politica italiana confonde conto economico e posizione finanziaria. Guai in attesa di accadere;
  • Mentre in Padania si tenta l’esperimento del partito disabitato;
  • La bolla chiamata Facebook va in quotazione;
  • Jamie Dimon: onnipotente ed inconsapevole?


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