I DEFicienti

Ora che finalmente abbiamo la Nota di aggiornamento al Def, proviamo a distillare alcuni semplici punti per valutare dove siamo (spoiler: sul ciglio del burrone. Finalmente, dopo tante promesse di dissesto fatte da precedenti governi e mai realizzate).

Andiamo per semplici e non esaustivi punti, per agevolare la comprensione:

  • Prevedere per tre anni consecutivi un rapporto deficit-Pil strutturale, cioè corretto per il ciclo economico, a 1,7%, è garanzia di apertura di procedura di infrazione da parte della Commissione Ue. Ma soprattutto, direi io, da parte degli investitori:

  • La stima del deflatore del Pil, quella che sommata al Pil reale fornisce il Pil nominale, è del tutto ottimistica, così come lo è quella sulla spesa per interessi, che aumenta di un decimo di punto percentuale l’anno. Anche se non avessimo in corso una fuga di investitori dal Btp, servirebbe tenere presente quello che accade nel mondo;
  • Nel mondo accade che la Fed potrebbe aumentare il passo di stretta monetaria rispetto alle previsioni, come suggerito dal suo presidente Jay Powell. Questo sta mettendo pressione rialzista anche ai rendimenti dell’area euro, figuratevi a quelli italiani, che stanno scontando un esito traumatico di un esperimento di governo che punta a suicidare il paese con un timing sontuoso;
  • I moltiplicatori indicati nella NaDef sono stellari, nel senso che tra pensionamenti anticipati, reddito di cittadinanza, flat tax ai lavoratori autonomi, uno 0,2% in più di investimenti pubblici rispetto al previsto, si ipotizza un contributo alla crescita di ben lo 0,7%. Come da tradizione, in omaggio un rimbalzo della crescita dello 0,2-0,3% per disattivazione degli aumenti Iva. Chi è il vostro pusher, ragazzi?
  • Il tutto, mentre là fuori abbiamo forte rialzo del greggio e continue pressioni protezionistiche, di cui l’Eurozona rischia di essere la vittima predestinata. Non male, no? Credere, e crederemo, anche perché noi abbiamo le dirette Facebook ed i talk televisivi dove alcuni pupazzi a forma di barboncino mettono i politici sulla griglia;
  • A livello di coperture, ci sono comunque da reperire circa venti miliardi. Non fatevi suggestionare da puttanate tipo il “team mani di forbici”: queste sono purissime idiozie. Un governo populista è ontologicamente avverso a tagliare la spesa pubblica. Figuratevi questo governo, dove c’è gente ancora convinta che col taglio dei vitalizi si possa mandare l’uomo su Marte;
  • Le coperture rischiano di causare un aumento del costo del credito, in aggiunta a quello causato dallo spread, grazie alla tassazione delle banche, che la faranno ricadere in testa ai debitori. Non solo i debitori futuri, tranquilli: pure quelli esistenti, attraverso aumenti di commissioni su servizi di ogni genere. Già ora, comunque, chi emette obbligazioni sta sanguinando vistosamente;
  • Poi ci sarà un aumento di pressione fiscale attraverso la riduzione delle tax expenditures (mutui, sanità, ecc.). Come dite? Impensabile toccare queste agevolazioni, e l’ho scritto sopra riguardo al populismo ontologicamente incapace di tagliare spese ed alzare tasse? Avete ragione. Quindi, il buco si allarga, perché altro da cui trarre coperture non vedo;
  • Se saremo fortunati, potrà esserci una sistemazione non disfunzionale e razionalizzazione di voci di spesa, del tipo l’Ace (aiuto alla crescita economica) inglobata nella nuova Dual Tax Ires, quella che tassa al 15% i reinvestimenti di utili in impianti e manodopera, e l’assorbimento del Reddito d’inclusione nel reddito di cittadinanza;
  • Riguardo quest’ultimo, si produrrà una commistione demenziale tra politiche del lavoro e politiche sociali, con profondi effetti avversi. Cose che accadono, quando al timone ci sono degli scappati di casa;
  • Riguardo ai complotti, e premesso che sia l’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) che la Commissione Ue bocceranno questa cornice numerica, le prossime scadenze più critiche saranno quelle delle agenzie di rating, a fine ottobre. Personalmente, prevedo un singolo notch di declassamento ma il mantenimento del negative outlook, che potrebbe tuttavia diventare negative watch, preliminare cioè ad un declassamento a scadenza molto ravvicinata. In quel caso, finiremmo junk, cioè spazzatura, come amano dire alcuni giornalisti per farsi capire; da quel momento, la fuga dal nostro debito pubblico diverrà disordinata e lo spread assumerà un andamento esplosivo. Però tranquilli, vi difenderà il vostro governo populista.

Tutto questo delirio prende le mosse da una ed una sola motivazione: comprarsi letteralmente il consenso per le prossime elezioni europee ed andare poi alla finalissima tra i due partiti di coalizione, con questa legge elettorale, subito dopo. Non ci arriveranno, ovviamente, perché saranno spazzati via da quello che accadrà sui mercati, in caso non rettificassero nuovamente la postura da mascella in erezione.

In chiusura, un pensierino: sapete perché la sinistra-sinistra si è estinta mentre i rossobruni prosperano? Semplice. Perché i rossobruni, oltre a promettervi di liberarvi di zingari e immigrati, vi promettono anche di mettervi in tasca più soldi a mezzo di moto perpetuo, cioè di deficit ripagati in modo indolore da moltiplicatori miracolosi. La sinistra-sinistra, invece, con il marketing bolso della “redistribuzione”, vi promette di tassare i redditi dei “ricchi” da 40 mila euro lordi annui. E di solito mantiene la promessa. Per fortuna la gente nel frattempo si è fatta “furba”, e ora crede al miracoloso moltiplicatore ed al deficit a cui “attingere”, eh!

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