Finalmente disponibile, grazie ad un paper di Dirk J.Bezemer della Università di Groningen, la lista degli economisti “contrarian” che hanno correttamente previsto la crisi americana (a differenza degli economisti e dei modelli mainstream), come conseguenza dello scoppio della bolla immobiliare e della deflazione di debito ad essa successiva. Anche il timing delle profezie appare più che soddisfacente.

Il motivo di ciò che abbiamo fatto

di Oscar Giannino – © LiberoMercato

Carissimi lettori, è amaro farlo mentre l’economia domina l’informazione, ma vi devo salutare. Questo è l’ultimo numero di LiberoMercato con foliazione autonoma. Da domani esso viene assorbito organicamente da Libero, e cessa la mia funzione di direttore. Non l’ho scelto io, ma le aziende decidono secondo proprie valutazioni, guardando ai conti, alla situazione generale dell’editoria e della pubblicità, che è quella che è. Ed esprimono anche valutazioni su chi hanno ingaggiato, sul prodotto che ha realizzato e sulla sua omogeneità con lo stile e gli obiettivi della casa. In questo caso, si tratta di me e del mio operato.

I lettori che desiderano acquisire, consolidare o approfondire i fondamenti della scienza economica possono leggere alcuni testi particolarmente utili allo scopo. Riguardo i fondamenti di economia, il must-read resta quello di Greg Mankiw, Essentials of Economics, giunto alla quinta edizione. C’è anche la versione italiana, edita da Zanichelli. Per chi vuole focalizzarsi sulla macroeconomia, consigliamo i testi di Olivier Blanchard, oggi macroeconomista del Fondo Monetario Internazionale. La versione italiana, edita dal Mulino, è composta da due volumi, acquistabili separatamente, dal titolo sufficientemente autoesplicativo.

Un recente articolo online sostiene che la Russia affronterà un difficile avvenire economico a causa della “pratica di ricercare rapidi profitti ed ignorare gli interessi di lungo periodo”. Questa situazione non è una sorpresa per quanti conoscono gli effetti della scarsa tutela dei diritti di proprietà sugli incentivi ad investire su asset specifici e a prendere oggi quanto più possibile perché domani potrebbe non essere più tuo. Pochi asset sono più specifici dei pozzi di petrolio. Investire oggi per massimizzare il valore attuale della futura produzione potrebbe essere scarsamente razionale se domani l’investitore non fosse più in grado di rivendicare la proprietà dei flussi di cassa, ad esempio perché rinchiuso in una cella. In un simile contesto, la massimizzazione dei profitti di breve periodo diviene una mossa razionale, pur se a discapito del valore di lungo periodo del pozzo petrolifero.