Il motivo di ciò che abbiamo fatto

di Oscar Giannino – © LiberoMercato

Carissimi lettori, è amaro farlo mentre l’economia domina l’informazione, ma vi devo salutare. Questo è l’ultimo numero di LiberoMercato con foliazione autonoma. Da domani esso viene assorbito organicamente da Libero, e cessa la mia funzione di direttore. Non l’ho scelto io, ma le aziende decidono secondo proprie valutazioni, guardando ai conti, alla situazione generale dell’editoria e della pubblicità, che è quella che è. Ed esprimono anche valutazioni su chi hanno ingaggiato, sul prodotto che ha realizzato e sulla sua omogeneità con lo stile e gli obiettivi della casa. In questo caso, si tratta di me e del mio operato.

I lettori che desiderano acquisire, consolidare o approfondire i fondamenti della scienza economica possono leggere alcuni testi particolarmente utili allo scopo. Riguardo i fondamenti di economia, il must-read resta quello di Greg Mankiw, Essentials of Economics, giunto alla quinta edizione. C’è anche la versione italiana, edita da Zanichelli. Per chi vuole focalizzarsi sulla macroeconomia, consigliamo i testi di Olivier Blanchard, oggi macroeconomista del Fondo Monetario Internazionale. La versione italiana, edita dal Mulino, è composta da due volumi, acquistabili separatamente, dal titolo sufficientemente autoesplicativo.

Un recente articolo online sostiene che la Russia affronterà un difficile avvenire economico a causa della “pratica di ricercare rapidi profitti ed ignorare gli interessi di lungo periodo”. Questa situazione non è una sorpresa per quanti conoscono gli effetti della scarsa tutela dei diritti di proprietà sugli incentivi ad investire su asset specifici e a prendere oggi quanto più possibile perché domani potrebbe non essere più tuo. Pochi asset sono più specifici dei pozzi di petrolio. Investire oggi per massimizzare il valore attuale della futura produzione potrebbe essere scarsamente razionale se domani l’investitore non fosse più in grado di rivendicare la proprietà dei flussi di cassa, ad esempio perché rinchiuso in una cella. In un simile contesto, la massimizzazione dei profitti di breve periodo diviene una mossa razionale, pur se a discapito del valore di lungo periodo del pozzo petrolifero.

Su Liberalizzazioni.it Carlo Lottieri, traendo spunto dall’ormai “celebre” studio di tre ricercatori della Banca d’Italia, svolge alcune considerazioni epistemologiche sulla modellistica e sulla prescrittività che da essa discende. In sintesi ed in sostanza, Carlo contesta che dalle premesse metodologiche alla base dei modelli econometrici realizzati vengano tratte indicazioni di politica economica. Secondo Lottieri,

(…) La ricerca appare basata su premesse metodologiche lontane da quanti si collocano nella tradizione liberale classica e specialmente da quanti sono di scuola “austriaca”

E ancora:

Per quanti si collocano in una prospettiva “liberista”, quello che gli operai faranno – nel 2008 – di un loro eventuale salario rafforzato non è egualmente importante: ridurre le imposte è necessario e utile anche qualora gli operai decidessero di mettere i loro euro sotto il materasso

Proseguendo l’analisi dei miti legati al signoraggio, in questo post tentiamo di rispondere alle più comuni domande sull’assetto istituzionale ed il funzionamento della nostra banca centrale. Cenni storici, formazione e destinazione dell’utile, cambiamenti previsti dal legislatore nella compagine proprietaria. L’obiettivo, come sempre, è quello di divulgare per demistificare.