Il settimanale – 16/6/2012

  • Arriva il prestito Ue alla Spagna, per salvarne (forse) il sistema creditizio. Ma le condizioni restano largamente indeterminate, e non è dato sapere se con questo salvataggio si colpiranno prima anche azionisti e creditori delle banche dissestate, come si converrebbe in una democrazia capitalistica compiuta;
  • Ma il mercato si accorge soprattutto che il debito spagnolo, con questo prestito, è destinato ad esplodere, ed il contagio riparte e si estende;
  • La verità è che l’austerità (pubblica e privata simultanea) sta martellando i sistemi creditizi (incluso a pieno titolo quello italiano) e facendo esplodere le sofferenze, in un infernale circolo vizioso;
  • Perché è il sistema che sta uccidendo i singoli paesi, e chi invoca austerità per ottenere esiti liberisti si illude tragicamente, mentre le grida di dolore della periferia si levano sempre più alte, e ombre sempre più lunghe rischiano di inghiottire anche l’Italia;
  • Svalutazione interna (cioè deflazione) o “tradizionale” deprezzamento del cambio? I due campioncini degli opposti schieramenti ideologici non sono idonei a fare tendenza generale;
  • I tedeschi, che mostrano un inquietante ma non inedito deficit di pensiero sistemico, spiegano cosa servirebbe per mutualizzare il debito. Andiamo a vedere se è un bluff?
  • Di come la Germania ha “tagliato” la spesa pubblica: con la crescita, in modo che il rapporto spesa pubblica-Pil decelerasse. Ma in termini reali, grazie alla disinflazione tedesca, la crescita del quoziente è stata robusta;
  • Lentamente, il nostro governo prosegue col tentativo di tassare fondi occultati in Svizzera;
  • Nel frattempo, Roma sempre più kaputt mundi;
  • Nuove frontiere degli students’ loans: legarli al reddito futuro del debitore;


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